lunedì 4 febbraio 2008

L'attacco alla 194


Ormai da mesi il papa ha dichiarato guerra alle istituzioni e al popolo italiano non credente e tiepido-credente.
Uno dei cavalli di battaglia (è proprio il caso di dirlo) è la revisione (leggi: abolizione, se ci riescono) della Leggge 194/78 sull'aborto.

Dopo aver esortato medici e farmacisti all'obiezione di coscienza contro i "farmaci abortivi", in barba alle leggi dello Stato (non smetterò mai di ripeterlo: HANNO VIOLATO IL CONCORDATO E VANNO PROCESSATI), ecco che l'altro giorno si è festeggiata la 30° Giornata della Vita per la chiesa cattolica romana.
Ed ecco l'appello a «tutelare e promuovere» la vita umana «sia prima della nascita che nella sua fase terminale». (...) Arriva anche il ringraziamento a tutti quelli che «secondo le proprie possibilità, professionalità e competenze - ammonisce il Pontefice - si senta sempre spinto ad amare e servire la vita, dal suo inizio al suo naturale tramonto».
Detto così è lodevole, no?
Peccato che la tavola rotonda organizzata dall'abate di Montecassino, Don Pietro Vittorelli, chiarisca il senso dell'iniziativa: «Il diritto di essere nato dà il diritto di essere rianimato si chiede al Parlamento di assumere una condizione diversa della 194».

Alcuni medici de La Sapienza, Tor Vergata, La Cattolica e il Campus Biomedico hanno detto in un manifesto che
... nel caso in cui un feto nasca vivo dopo un'interruzione di gravidanza, il medico neonatologo deve intervenire per rianimarlo, «anche se la madre è contraria, perché prevale l'interesse del neonato nubiles porno». A sostenerlo in particolare è Domenico Arduini, direttore della clinica di ostetricia e ginecologia dell'università di Tor Vergata, uno dei firmatari del documento condiviso dalle università romane di medicina secondo cui va rianimato qualsiasi prematuro che mostri segni di vitalità.
(...)
Tuttavia, sostengono i firmatari, «se ci si rendesse conto dell'inutilità degli sforzi terapeutici, bisogna evitare ad ogni costo che le cure intensive possano trasformarsi in accanimento terapeutico».

Così, un colpo al cerchio e uno alla botte.
Ma sapete cosa dice Demetrio Neri, docente di Bioetica all'Università di Messina e membro del Comitato Nazionale di Bioetica?
«Sono strumentali - dice - le posizioni dei colleghi romani per la semplice ragione che la nostra legge sull'aborto, la 194, pur avendo trent' anni è pronta, senza che debba essere modificata, ad accogliere gli sviluppi della neonatologia. Nella legge è previsto che, in caso si manifesti vita autonoma del feto, il medico debba adoprarsi per garantirne la sopravvivenza»
E questo è vero, come potete verificare voi stessi.
Quindi perché questa "mobilitazione" contro la 194, che per 30 anni non ha ricevuto chissà che particolari attenzioni dal clero? Perché serve alla chiesa. Perché viviamo in un'epoca in cui i referendum confermativi o abrogativi vengono boicottati o semplicemente ignorati.
Perché c'è in corso una guerra per il controllo delle masse, alimentata dalla finta guerra contro il "nemico islamico" che implica uno "stringiamoci a coorte" intorno al nostro debolissimo concetto di identità. Perché di quello si tratta. La religione ha il ruolo specifico di identififcare un gruppo, è anche un modo per distinguere "noi" da "loro" per guadagnare compattezza, sicurezza, tranquillità.
Se non lo capite, andate pure a stendere: i diritti che vorreste negare sono anche i miei, oltre che i vostri. E voi pensate sia giusto. Quando farete a meno di queste categorizzazioni? Fate ride.
Vi auguro tutto il male possibile, brutte menti semplici che non siete altro.

Stiamo vivendo un rinascimento dell'ottusità bigotta.
Stiamo per vedere un'epoca in cui i peccati diventeranno illegali.
Se fossi come loro direi "Bruciamoli tutti prima che accada".

2 commenti:

  1. Convertiti, o sarai consapevole della tua maledizione.Non hai più tempo.

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  2. Sono sbattezzato, quindi scomunicato latae sententiae: che altra maledizione dovrei aspettarmi? Se c'è di peggio VOGLIO PURE QUELLA!

    Eheheh, non farmi ridere :D

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